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sabato 25 maggio 2013

Costi della politica e democrazia

Viviamo un momento in cui la Politica è oscurata dal giacobinismo anti-casta, attento ad individuare colpevoli e sprechi, ma distratto nel trovare soluzione ai problemi.
E' un terreno fertile per demagogia e propaganda, è un'infida palude per la Politica.

In questo clima, il pragmatico intervento del Consigliere Giorgio Pozzi su "Il Saronno" ci ha riportato per un momento con i piedi per terra. E ci permette di tracciare un utile confine, spesso dimenticato, tra gli sprechi dei cosiddetti "costi della politica" e l'investimento dei "costi della democrazia".

Finanziare (seppur talvolta in modo insufficiente)  l'attività dei rappresentanti dei cittadini, siano essi senatori, deputati, consiglieri regionali o consiglieri comunali, non è un "costo della politica", è un'investimento per la democrazia. E' lo strumento che garantisce l'accesso democratico alle istituzioni.

E bisogna stare attenti: questo è un pessimo momento per smettere di investire nella democrazia.

Riccardo Galetti

domenica 26 febbraio 2012

Giù le mani da Sandro Pertini!

Il 24 febbraio 1990 moriva nella sua casa romana Sandro Pertini.  Nel celebre discorso che tenne alle camere giurando come Presidente, Pertini disse: “da oggi io cesserò di essere uomo di parte”.   
Questo fu il compagno Sandro Pertini per tutta la vita: un uomo di parte, di una parte precisa. 
Un socialista.

Commemorare il Presidente della Repubblica Sandro Pertini senza ricordarne l’appassionata e mai vacillante militanza socialista è un’operazione fastidiosa.
Ma ricordare l’uomo Sandro Pertini, il compagno, l’esiliato, il condannato, l’evaso, il partigiano, il militante, il dirigente, l’uomo delle istituzioni senza neanche nominare il suo essere prima di tutto un socialista, è non solo fastidioso, ma è una deliberata distorsione della storia e della memoria di Sandro Pertini.

Capiamo che nell’epoca dei partiti contenitore (vuoti, per la maggior parte), del disorientamento, della crisi dei valori e dei principi guida delle principali organizzazioni politiche del centrosinistra, qualcuno pensi che sia sufficiente attingere alla storia ed alla tradizione altrui per nascondere le proprie mancanze, le proprie incoerenze, il proprio passato. 

Ma Sandro no. Non tirate per la giacca il compagno Sandro Pertini.


Riccardo Galetti - Presidente Circolo "Sandro Pertini" Saronno


mercoledì 30 novembre 2011

Presidio dei socialisti al monumento di Pertini

Una delegazione del circolo politico-culturale “Sandro Pertini” di Saronno ha partecipato, nel pomeriggio di mercoledì 30 novembre, alla manifestazione indetta dai socialisti milanesi di fronte al monumento in memoria di Sandro Pertini, in via Croce Rossa angolo via Manzoni.

Il 30 novembre 1929 Sandro Pertini fu condannato dal Tribunale Speciale a dieci anni e nove mesi di reclusione e a tre anni di vigilanza speciale, per aver svolto all'estero attività antifasciste. Durante il processo Pertini rifiutò di difendersi, non riconoscendo l'autorità di quel tribunale.
Alla pronuncia della sentenza si alzò gridando: «Abbasso il fascismo! Viva il socialismo!».

A 82 anni di distanza si è voluto sollecitare il Comune di Milano a difendere il monumento contro gli interessi di coloro che lo vorrebbero trasferire e si è fatta richiesta di rimuovere la situazione di degrado che si è determinata con degli “infiniti” lavori in corso.
Si è chiesto inoltre al Comune che questa importante opera del famoso architetto Aldo Rossi sia valorizzata come merita.
La memoria di Sandro Pertini, Presidente (partigiano e socialista) tra i più amati della storia della repubblica, merita il massimo rispetto.